LA STORIA

La storia

Lo studio geologico delle rocce e dei depositi fa risalire la nascita dell’Arcipelago Pontino tra la fine del Terziario e il Quaternario antico. La formazione delle isole sarebbe inoltre avvenuta in un processo durato almeno 500 mila anni.

La diversa natura delle rocce che costituiscono le isole Pontine, e l’oggettiva distanza che separa i due sottogruppi dell’ Arcipelago(quello nordoccidentale di (Ponza, Palmarola, Zannone, Gavi, e quello sudorientale di Ventotene e Santo Stefano) dimostrano che l’origine delle isole non fu’ conseguenza di un unico fenomeno, ma da processi legati a più vulcani.

ETA’ PREISTORICA

Grazie alle ricerche condotte nell’isola di Ponza dall’archeologo Schneider e dal figlio, sono stati rinvenuti alcuni reperti ceramici che testimoniano la presenza nell’isola di insediamenti capannicoli che si fanno risalire all’Età del Bronzo Antico e al Neolitico.

Le isole Pontine, inoltre, vennero a far parte dell’antica “via dell’ossidiana”; la scura roccia vetrosa, di cui era ricca l’isola di Palmarola, veniva trasportata a Ponza e a Zannone e qui lavorata.

Molti ritrovamenti, anche recenti, nella zona tra Sabaudia e San Felice Circeo hanno dimostrato la ptovenienza isolana dell’ossidiana, utilizzata per la realizzazione di utensili e strumenti di difesa.

XII-XI SECOLO a.C.

I Fenici furono i primi a stabilire a Ponza uno scalo merci con la terra ferma; seguirono gli Aurunci, gli Ausoni che abitavano in grotte da loro stessi costruite, ed infine gli Enotri da cui le Isole furono chiamate “Enotrie”.

Tracce archeologiche, che attestano la presenza greca sull’isola, sono state riscontrate nella Tomba a Ipogeo, sulla collina Guarini che si protende a picco sulla baia di Chiaia di Luna, e nella Grotta dei Geroglifici nella rada di Sant’Antonio. Inoltre furono proprio i Greci a dare inizio alla costruzione dei primi acquedotti, completati successivamente dai Romani.

ETA’ ROMANA

VIII-VII SECOLO a.C.

La posizione geografica nel Tirreno, fece delle Isole una tappa per approvvigionamenti, soprattutto idrici, per le colonie greche, impegnate nelle rotte commerciali tra Ischia, colonia greca, e l’Isola d’Elba, miniera del ferro. Alla fine di questo periodo si fa risalire la creazione dei nomi “Pontia” e “Pandateria” oggi Ventotene.

Sull’origine del nome Ponza ci sono diverse versioni; il nome sembra derivare dal greco “Pontium” che significa marina, tradotto poi dai Latini in “Pontia”.

Secondo un’altra versione, poiché i Greci chiamavano Ponza Isola EEA, come attesta Omero nell’Odissea, probabilmente il termine Pontino nasce dalla trasformazione nel tempo di Pometinus in Pomtinus ed infine Pontinus.

VI SECOLO a. C.

Nell’ I° Trattato Romano Cartaginese (509 a.C.), si definiscono i confini costieri dell’area del dominio di Roma; tra questi compare Anzio, da qui l’ipotesi che le Isole Pontine venissero sfruttate dai Romani come punto strategico per il pattugliamento.

 

V SECOLO a. C.

I Volsci, che per almeno tre secoli contrastarono l’espansione dei Romani a sud del Tevere, si impadronirono di Anzio e Ponza fu scelta come luogo di approdo. La presenza dei Volsci a Ponza è testimoniata da Livio: “Volsci Pontias, insulam sitam in cospectu litoris sui, incoluerunt”. Ai Volsci si fanno risalire le Mura Poligonali della collina della Madonna.

IV-III SECOLO a. C.

Nel 338 a. C. i Romani sconfiggono definitivamente i Volsci ad Anzio. Tutto l’arcipelago è conquistato e nel 313 Ponza diviene colonia latina con spiccate caratteristiche militari; nel 209 (Seconda Guerra Punica) Ponza fu una delle diciotto colonie latine su trenta a sostenere Roma contro i Cartaginesi, inviando aiuti in uomini e navi nella lotta contro Annibale.

 

II-I SECOLO a. C.

Nell’ ultimo secolo della Repubblica, periodo successivo alle Guerre Puniche, l’attenzione alle isole era rivolta soprattutto allo sfruttamento delle risorse naturali, in ogni modo non così proficuo da portare al formarsi di insediamenti intensivi.

Nella seconda metà del I secolo, a.C. avendo Anzio bloccato il traffico piratesco, la costa diviene una meta turistica con il conseguente sorgere di ville. Per tutta la durata dell’egemonia romana, anche le Isole ebbero un’invidiabile prosperità. L’inizio dello sfruttamento edilizio delle isole di Ponza e Ventotene si fa risalire ai primi anni del regno di Augusto; quest’ultimo con la Lex Julia le trasformò in luogo di esilio per le famiglie imperiali.

La costruzione romana più caratteristica a Ponza è conosciuta con il nome di “Grotte di Pilato”, visibili dal Faro. Esse sono costituite da numerose piscine collegate tramite canali per il ricambio delle acque, in cui venivano allevate murene. Probabilmente il Murenario apparteneva alla soprastante villa di epoca Augustea di Punta della Madonna.

Nel I secolo a.C. fu ridisegnata la topografia dell’isola di Ponza. La scelta della rada di Santa Maria, per la sua posizione maggiormente protetta dalle correnti e dai venti, come luogo di trasformazione per il porto, obbligò la realizzazione di strutture (tunnel, tagli stradali…) atte a collegare la zona al resto dell’isola, consentendo a sud-est la fruizione fino a Punta della Madonna, a nord l’accesso alle Forna, dove era ubicato l’acquedotto. Attualmente il golfo di Santa Maria si è in parte insabbiato, ma a circa 100 metri dalla riva, affiorano strutture murarie in “Opus Reticolatum”, che costituivano parte dei moli dell’antico porto romano.

I Romani organizzarono nella baia di Chiaia di Luna un porto ausiliario, oggi scomparso, sfruttato a secondo dello spirare dei venti.

I tunnel di maggior pregio, realizzati in epoca romana, sono tre: due si trovano nei pressi di Giancos ed il terzo, lungo circa 170 metri, conduce da Santa Maria alla Cala di Chiaia di Luna. Le pareti del tunnel sono in “Opus Latericium” e “Reticolatum”.; ampie prese d’aria, poste alla sommità, garantivano la luce internamente. I Romani inoltre, costruirono ingegnose opere idrauliche. Un imponente acquedotto, ad oggi parzialmente rovinato dallo sfruttamento della cava di bentonite, convogliava l’acqua da Le Forna fino a Cala Inferno, quindi fino a Sant’Antonio e Santa Maria attraverso un sistema di cunicoli fino al porto. Oltre agli acquedotti pubblici si sono conservate molte cisterne, che appartenevano ad altrettante ville; si tratta di ambienti a più navate, con copertura a crociera. Per quanto riguarda gli insediamenti residenziali di epoca romana, per lo più appartenenti al periodo Augusteo, a Ponza, la tipologia è strettamente condizionata dalla conformazione geomorfologica ed orografica dell’isola; ciò spiega i resti di molte strutture murarie legate ad opere di terrazzamento piuttosto che ad impianti di tipo residenziale. La diffusione di culti orientali in Età Imperiale è testimoniata a Ponza dai resti ben conservati del Mitreo, che attraverso ornamenti di stucco colorati raffigura i segni dello Zodiaco.

ETA’MEDIOEVALE

503

Fonti storiche attestano di un Concilio in questa data che si svolse a Ponza; questo a testimonianza che a quest’isola era già rivolta l’attenzione del mondo Cristiano, ancor prima che gli eventi storici la portarono ad essere una meta di rifugio.

537

Sarebbe deceduto a Ponza papa Silverio, ora patrono dell’isola.

Il suo pontificato fu molto breve, condizionato dalle lotte politiche (tra Bizantini ed Ostrogoti) e religiose di quegli anni. L’imperatrice Teodora lo fece accusare falsamente di tradimento, spogliato delle vesti papali fu esiliato quindi a Ponza dove visse nella preghiera secondo la regola benedettina.

572

Da questa data, per sfuggire ai Longobardi che si erano protratti fino in Campania, i rifugiati scelsero come meta Ponza e Ventotene. Le lotte che imperversarono tra Longobardi, Bizantini, Goti, Visigoti, Vandali, e che si susseguirono nel Tirreno per tutto il Medioevo, coinvolsero indubbiamente anche il destino dell’Arcipelago. Ponza e in minor misura Ventotene, oltre ad essere un luogo di sicuro rifugio, rispecchiavano quei valori di pietas atti alla ricerca della pace dell’anima. Questo rende chiara la ragione dell’arrivo di monaci ed eremiti, che si fecero fondatori di chiese e monasteri.

ETA’MEDIOEVALE

503

Fonti storiche attestano di un Concilio in questa data che si svolse a Ponza; questo a testimonianza che a quest’isola era già rivolta l’attenzione del mondo Cristiano, ancor prima che gli eventi storici la portarono ad essere una meta di rifugio.

537

Sarebbe deceduto a Ponza papa Silverio, ora patrono dell’isola.

Il suo pontificato fu molto breve, condizionato dalle lotte politiche (tra Bizantini ed Ostrogoti) e religiose di quegli anni. L’imperatrice Teodora lo fece accusare falsamente di tradimento, spogliato delle vesti papali fu esiliato quindi a Ponza dove visse nella preghiera secondo la regola benedettina.

572

Da questa data, per sfuggire ai Longobardi che si erano protratti fino in Campania, i rifugiati scelsero come meta Ponza e Ventotene. Le lotte che imperversarono tra Longobardi, Bizantini, Goti, Visigoti, Vandali, e che si susseguirono nel Tirreno per tutto il Medioevo, coinvolsero indubbiamente anche il destino dell’Arcipelago. Ponza e in minor misura Ventotene, oltre ad essere un luogo di sicuro rifugio, rispecchiavano quei valori di pietas atti alla ricerca della pace dell’anima. Questo rende chiara la ragione dell’arrivo di monaci ed eremiti, che si fecero fondatori di chiese e monasteri.

813

I Saraceni sbarcarono a Ponza, depredando l’abitato e catturando, come schiavi molti abitanti, compresi i monaci del convento benedettino di Santa Maria.

915

I Saraceni furono sconfitti da una Lega guidata da papa Giovanni X.

Il Lazio e di conseguenza le Isole ebbero un periodo di rinnovata tranquillità, testimoniata da una rinascita del monachesimo. Documentazioni storiche attestano la consistenza di insediamenti monastici Benedettini a cui subentrarono successivamente i Cistercensi.

1063

Per tutto l’XI secolo forono fatte numerose concessioni da parte dei duchi di Gaeta ai monaci benedettini e alla diocesi di Gaeta. A questa data risale la donazione fatta dalla duchessa Maria e dal figlio Atenulfo II al monastero di S. Teodoro e Martino di tutta l’isola di Ponza.

1214

In questo anno la concessione appena citata, fu confermata.

1223

Onorio III impose a tutti i monaci benedettini l'obbedienza all’abbazia Cistercense di Fossanova. Tutti i conventi insulari di conseguenza subirono tale trasformazione. Ancora oggi sono visibili strutture che concretizzano la presenza di antichi monasteri: i Cistercensi edificarono a Ponza il loro convento nella zona di Santa Maria, sulle rovine di un’antica villa romana; si sono conservate tre ampie stanze di questo convento, attualmente incorporate ad abitazioni private. Importante anche l’antico monastero di Santo Spirito a Zannone.

1243

Papa Innocenzio IV chiede al cenobio cistercense di San Vincenzo e Anastasio alle Tre Fontane d’incorporare nel suo ordine il monastero di Santa Maria di Ponza.

1249

Il monastero di S. Angelo di Gaeta risulta sottomesso al monastero di Santa Maria di Ponza.

ALTO MEDIOEVO E RINASCIMENTO

Il XIII secolo rappresentò dunque l’apice di un periodo di rinascita. Dal XIV secolo in poi il destino delle isole fu fortemente condizionato dalla presenza incontrastata dei pirati, che prevalsero su quella dei monaci, che cominciarono ad abbandonare le isole.

1295

A Gaeta fu' costruito il monastero di Santo Spirito di Zennone, a ricordo di quello abbandonato a Zannone; ugualmente a Formia fu fondata la chiesa di Santa Maria di Ponza e Sant’Anastasio per ricordare l’omonimo monastero cistercense ponzese. Con questi due trasferimenti ebbe fine la presenza monastica sulle Isole. Inizia un esodo degli abitanti verso il continente.

1454

Alfonso I d’Aragona scaccia i monaci da Ponza; che sono costretti a rifugiarsi a Formia, dove costruiscono la chiesa di Santa Maria di Ponza.

1477

Allo scopo di una riorganizzazione ed un ripopolamento, Sisto IV concesse le isole in enfiteusi, a tre nobili napoletani; tra questo Alberico Carafa, vero enfiteuta, favorì

l’immigrazione di alcune famiglie facendo edificare in Ponza una torre ed un forte in località “il Cantinone”.

1479

Il 23 giugno papa Sisto IV, rinforzando l’obiettivo del mantenimento della popolazione sulle Pontine, firmò una bolla che accordava privilegi a chi le avesse abitate.

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